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Lasciando Plaza de Marte, ed imboccando per Garzon, la prima cosa che incontriamo sulla sinistra è l'ospedale pediatrico
I fori che si vedono sul muro sono i segni dei colpi sparati dai rivoltosi. In fianco c'è il Palacio de Justicia, che ebbe anch'esso un ruolo importante nell'assalto al Moncada, come d'altronde l'ospedale che si trova più in basso. In questo parco troviamo un monumento, o per meglio dire una ex fontana, sfondo una volta di tutte le foto di matrimonio, ma da almeno dieci anni non ha più acqua. Il monumento rappresenta Josè Martì e Abel Santamaria. ![]() o il Rapido di fronte per uno spuntino. Evitate qui, comunque le ore notturne. | ||
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Se dopo Plaza de Marte volete scegliere questa direzione, allora avete scelto la via dello "shopping" santiaghero. La prima parte non presenta nulla di interessante, ma quando arriverete all'altezza di Plaza de Dolores, allora inizierà tutto un susseguirsi di tiendas di vario genere, magari con cose poco attraenti per i turisti, però è sempre interessante farci una visita, se non altro per passare un po' di tempo.![]() ![]() COmunque qualcosa di utile c'è sempre, per esempio il negozio di musica Discoteca Egrem, se volete acquistare cd musicali, con una discreta scelta di artisti locali, e solo quelli!![]() Ci sono poi gli uffici della Cubana de Aviacion, utili se volete spostarvi in aereo tra le varie città dell'isola, anche se i voli collegano soprattutto la città con L'Havana, e se volete usare l'aereo, vi conviene organizzarvi prima di partire da casa.![]() ![]() Arrivati a questo incrocio, potete girare a sinistra e tornare in Parque de Cespedes, tirare dritto e dirigersi verso la baia o svoltare a destra e gironzolare per le vari vie e viuzze in cerca di qualche scorcio particolare.![]() ![]() ![]() ![]() ![]() | ||
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Dopo Plaza de Dolores, si arriva in Plaza de Marte, piazza d'armi spagnola del XIX secolo. Buon punto di riposo, per chi affronta la visita della città a piedi. Qui non c'è niente di particolare da vedere, ma solo un continuo via vai di persone. ![]() Proseguendo su questo lato , inizia l'Avenida Garzon, e quindi direzione verso il famoso Cuartel Moncada, o se facciamo il giro della Plaza e vogliamo tornare verso Plaza de Dolores, possiamo imboccare calle Saco, parallela di Aguilera, ma zona pedonale durante il giorno, per cui più godibile. Ma questa è un'altra storia... | ||
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La risalita dal porto al centro ci riporta al Parque Cespedes da dove proseguendo per Aguilera, attraverso Plaza de Dolores, arriveremo fino a Plaza de Marte. Subito dopo aver lasciato il Parque, sulla destra troviamo il Museo Bacardì, uno dei musei più antichi di Cuba, fondato proprio dal famoso distillatore di rum che fu anche il primo sindaco della città, Emilio Bacardi y Moreau. Nel museo sono esposti oggetti relativi alle lotte d'indipendenza e quadri di artisti europei e cubani. Di nessun interesse turistico, ma solo per dato statistico, a fianco troviamo il palazzo dell'Etecsa, la Telecom cubana Dopo una breve camminata, arriviamo in Plaza de Dolores La piazza è tutta circondata da bar e ristoranti, con al vertice l' Iglesia de Nuestra Senora de los Dolores, oggi una sala di concerti![]() ![]() ![]() Questo è forse l'unico posto di Santiagodove si trova gente anche dopo una certa ora. | ||
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Scendendo per la scalinata di padre Pico, si arriva alla baia, con il porto e dall'altra parte la distilleria di petrolio, non perciò un posto con atrattiva turistica, anche se in questa zona, troviamo una forte concentrazione di carrettini trainati da cavalli adibiti al trasporto di persone e dei famosi bicitaxi. Essi hanno in questa zona la loro attività, dato che questa è l'unica zona pianeggiante della città. Comunque qui abbiamo il Parque Alameda, dove uno può sempre riposarsi sotto l'ombra per un momento Subito a fianco troviamo la torre dell'orologio e l'aduana (dogana) Attraversiamo ora la strada, e seguendo le indicazioni risaliamo verso il parque Cespedes, da cui poi proseguiremo nella scoperta della città. Se comunque avete tempo da perdere, e molta voglia di camminare, c'è sempre il giro alternativo, anche se privo di ogni attrattiva turistica, che prosegue giù per questa strada costeggiando tutto il porto Da qui, per tornare verso il centro, vi conviene tornare indietro per la stessa strada, altrimenti occhio alle vostre cose, in quanto il posto non è dei più sicuri, anche se a vederlo non sembra. | ||
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Dietro la cattedrale, in direzione opposta a Calle Heredia, scendendo di due isolati, troviamo el Balcon de Velazquez, da dove si ha una vista del porto![]() Alla base di questa collina, troviamo la scalinata di Padre Pico caratteristica scalinata che praticamente vi porta nel quartiere di Tivolì, quartiere fondato ad inizio '800 da profughi francesi provenienti da Haiti, dopo la rivolta degli schiavi su quell'isola. proseguendo per questa strada, si arriva al Museo de la Lucha Clandestina ex commisariato dei tempi di Batista, che fu assaltato per distogliere l'attenzione dell'arrivo del Granma con Fidel e gli altri rivoluzionari. Tappa fondamentale per gli amanti de la Revolucion, da lasciar stare per gli altri. proseguendo per questa strada si arriva nel cuore di Tivolì ed anche alla Casa de Las Tradiciones, un bel posticino per passare una serata ascoltando musica o ballando, ma con l'unico problema della mancanza di spazio, ed anche arrivare al bar è un problema. Anche una camminata di giorno in questo quartiere può essere un bel diversivo. | ||
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Una laterale più in basso di Calle Heredia, farà la felicità degli amanti del Ron cubano. Là infatti si trova il Museo del Ron Se poi è ora di mangiare, poco prima del museo, troviamo uno dei più famosi paladar di Santiago, Las Gallegas, dove non troverete l'aragosta, del resto vietata nei paladares regolari, ma comunque non si mangia male e non si spende molto, però essendo in centro non bisogna andarci tardi, se non volete fare fila per mangiare | ||
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Proseguendo il cammino si trova la Casa Natal de Josè Maria de Heredia, con un piccolo museo sul poeta romantico che qui vi nacque il 31 dicembre 1803. mentre proseguendo sulla destra c'è una galleria d'arte e sulla sinistra un caratteristico "buco" dove si trovano libri usati, ma io non vi sono mai entrato e a fianco un negozietto di souvenir Alla fine della calle, c'è il Patio de Artex, di giorno bar e negozio di souvenir, e alla sera, nel retro si suona musica tradizionale, e si può incontrare anche qualche buon gruppo anche se negli anni, anche questo posto, come tutti gli altri d'aldronde in città, ha perso un po' d'atrattiva Di fronte, troviamo il Museo del Carnaval, dove viene illustrata la storia del carnevale di Santiago, il migliore dell'isola, che si svolge in luglio, e non è neanche lontanamente paragonabile al "nostro". Una visitina può essere interessante!![]() | ||
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Visitare Santiago non vi porterà via più di due/tre giorni, facendo una visita accurata, le cose da vedere in città sono molto vicine tra loro, ma il problema principale è che la città è tutta un saliscendi e ciò vuol dire che bisogna avere un paio di buone scarpe e un po' di tenuta fisica, in quanto mettete in conte anche il caldo, che qua, a differenza della parte più a nord dell'isola, raramente lascia il posto a temperature più fresche. La visita della città dovrebbe cominciare dal centralissimo Parque Cespedes Dove se volete potrete anche ripararvi un po' dall'ombra, ma con l'inconveniente che potreste incorrere in qualche scocciatore che vi chiede soldi, o magari in qualche duetto musicale in cerca di qualche dollaro, pardon ora peso convertible, ma se vi piace la musica... proprio ai piedi della catedral c'è una stazione di taxi, quelli statali, che comunque secondo me sono sempre da preferire a quelli particular, tranne che in casi d'emergenza. A fianco c'è l' Etecsa, dove si potrà telefonare o collegarsi in internet e di fronte una banca, utile per cambiare soldi, anche se bisogna fare un po' di coda. Questa è un agenzia di viaggi, molto utile se vorrete prenotare qualche stanza d'hotel per il vostro soggiorno sull'isola. Risparmierete più di qualche euro, che prenotando dall'Italia, ma dovrete avere un po' di pazienza, in quanto il sistema delle prenotazioni è ancora un "po'" spartano. | ||
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Sono passati ormai 10 anni dalla prima volta che andai a Cuba. Quella volta non sapevo praticamente niente dell'Isla, se non le voci che in quegl'anni cominciavano a circolare sulle cubane e sull'economicità del posto.Con un amico decidemmo di partire verso metà novembre con destinazione Santiago de Cuba, una città che dopo avrebbe cambiato la mia vita, e dietro suggerimento di amici che già si erano recati a Cuba, pensavamo di risalire l'isola con macchina a noleggio fino a L'Havana. La partenza era da Roma, con l'allora ancora passabile Cubana de Aviacion, e arrivo a Santiago nel primo pomeriggio. Il volo fu regolare, ma l'arrivo un po' traumatico, considerando che eravamo partiti con una temperatura vicina allo zero, e quando si aprì il portellone dell'aereo, la vampata di caldo fu micidiale. La trafila alla dogana, fu la solita rompitura di scatole, ma alla fine uscimmo dall'aeroporto, che iniziava a piovere, destinazione hotel Las Americas. Sistemazione in hotel, una bella doccia, e dopo un breve riposino avevo tutta l'intenzione di uscire, ma il mio collega d'avventure, la pensava in maniera diversa, e così mi guardai una partita dell'Italia di calcio in tv, e tra il casino che quella volta faceva il chiosco di fronte all'hotel, poi col tempo l'hanno chouso e sucessivamente riaperto, ma adesso da lì non esce musica a palla,
chissà perchè?Magari perchè nel frattempo l'hotel Santiago, lì difronte è stato assorbito dalla spagnola Melia (famosa catena alberghiera sparsa per tutto il mondo)! | ||
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